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Decreto lavoro: tutte le novità in arrivo

Debhorah Di Rosa - Consulente del Lavoro in Ragusa

 

Sarà approvato in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri il nuovo decreto Lavoro che riscrive la disciplina dei contratti di lavoro, delle misure di sostegno e inclusione delle famiglie e introduce nuovi incentivi per l’assunzione dei giovani. Diverse le decorrenze dei provvedimenti. Alcune saranno immediate, come quelle che riguardano le nuove causali dei rapporti di lavoro a termine, altre differite al 2024, come per l’introduzione della Garanzia per l’inclusione - Gil e della Garanzia per l’attivazione lavorativa - Gal. Si prevede, inoltre, la semplificazione degli obblighi informativi in merito al rapporto di lavoro, il rafforzamento dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, la maggiorazione dell’assegno unico, nonché la proroga fino al 2025 del contratto di espansione.

 

Il decreto Lavoro, che sarà approvato nei prossimi giorni dal Consiglio dei Ministri, interviene sulle misure di sostegno e inclusione con una revisione del reddito di cittadinanza. Importanti novità anche per le causali di legittimità dell’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato e sugli incentivi e agevolazioni all’assunzione. Vediamo di seguito quali sono le misure in arrivo.

Garanzia per l’inclusione

A decorrere dal 2024 la nuova misura denominata Garanzia per l’inclusione (GIL) spetterà ai nuclei familiari in cui sia presente almeno un soggetto disabile o minorenne o ultrasessantenne o invalido civile, in presenza di specifici requisiti di reddito, patrimonio e residenza del nucleo. Il beneficio economico sarà pari a 6.000 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza e spetterà per 18 mesi, rinnovabili per ulteriori 12 mesi.

La percezione di lavoro dipendente o autonomo è compatibile con la misura entro il limite massimo di 3.000 euro lordi. Contestualmente viene istituto, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa.

I nuclei familiari beneficiari della Garanzia per l’inclusione, una volta sottoscritto il Patto di attivazione digitale, sono tenuti ad aderire ad un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa, da cui sono esclusi I pensionati, gli ultrasessantenni e i disabili. Il beneficiario è tenuto ad accettare un’offerta di lavoro che abbia durata non inferiore ad un mese e, se part-time, un orario pari almeno al 60% dell’orario a tempo pieno.

Prestazione di accompagnamento al lavoro

Ai beneficiari del reddito di cittadinanza che, al momento della scadenza del periodo di fruizione, ricorrente nel 2023, abbiano sottoscritto il patto per il lavoro, spetta a partire dal 1° settembre 2023, la Prestazione di accompagnamento al lavoro (PAL). La domanda dovrà essere presentata, per via telematica, all’INPS almeno trenta giorni prima della scadenza del termine. Il beneficio consiste in una indennità mensile di 350 euro per ciascun richiedente, nel limite massimo del precedente Rdc per ciascun nucleo familiare.

Garanzia per l’attivazione lavorativa

La Garanzia per l’attivazione lavorativa (GAL) è riconosciuta, a partire dal 1° gennaio 2024, alle persone tra 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta ovvero con un valore ISEE non superiore a 6.000 euro. L’importo erogabile è pari al massimo a 350 euro mensili, per dodici mesi senza possibilità di rinnovo e può essere riconosciuto ad un massimo di due persone per ciascun nucleo familiare.

Incentivi per l’occupazione

Beneficiari della Garanzia per l’inclusione

Ai datori di lavoro privati che assumono i beneficiari della Garanzia per l’inclusione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, pieno o parziale, o anche mediante contratto di apprendistato, è riconosciuto un incentivo, per un periodo pari al massimo a 24 mesi, in misura totale entro il tetto massimo pari a 8.000 euro. In caso di assunzione a tempo determinato o stagionale, a tempo pieno o parziale, spetta un esonero dal versamento dei contributi INPS nella misura del 50% entro il tetto massimo pari 4.000 euro, per un periodo pari alla durata del contratto e comunque non oltre 12 mesi. In caso di avvio di una attività lavorativa autonoma viene riconosciuto un beneficio addizionale pari a 6 mensilità della Garanzia di Inclusione, fino ad un massimo di 500 euro mensili.

Assunzione giovani

Al fine di sostenere l’occupazione giovanile, ai datori di lavoro privati è riconosciuto, a domanda, un incentivo per un periodo di 12 mesi, nella misura del 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per le nuove assunzioni, effettuate a decorrere dal 1° giugno e fino al termine del 2023, di giovani nelle seguenti condizioni:

a) 36 anni non compiuti alla data dell’assunzione;

b) condizione di non lavoro nè inserimento in corsi di studi o di formazione (“NEET”);

c) registrazione al Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani”;

N.B. L’incentivo è cumulabile con lo sgravio giovani, anche nella sua misura prevista fino al 31 dicembre 2023, e con gli altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. In caso di cumulo con altra misura, l'incentivo è riconosciuto nella misura del 20 % della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore “NEET” assunto.

Il beneficio spetta per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione e per il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere, mentre non si applica ai rapporti di lavoro domestico.

L’incentivo è corrisposto al datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. La domanda per la fruizione dell’incentivo è trasmessa attraverso apposita procedura telematica, all’INPS, che provvede, entro cinque giorni, a fornire una specifica comunicazione telematica in ordine alla sussistenza di una effettiva disponibilità di risorse per l’accesso all’incentivo. Entro il termine perentorio dei successivi sette giorni, il richiedente ha l’onere di comunicare all’INPS, attraverso l’utilizzo della predetta procedura telematica, l’avvenuta stipula del contratto che dà titolo all’incentivo.

Contratto di lavoro a tempo determinato

Il provvedimento rivede l’individuazione delle causali legittimanti il ricorso al lavoro a tempo determinato con una radicale sostituzione delle causali attualmente in vigore, che saranno sostituite dalle seguenti:

- specifiche esigenze previste dai contratti collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle rappresentanze sindacali aziendali o dalla rappresentanza sindacale unitaria;

- specifiche esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva individuate dalle parti in assenza della previsione della contrattazione collettiva, previa certificazione delle stesse presso una delle apposite commissioni;

- esigenze sostitutive di altri lavoratori.

Informazione ai lavoratori

Si prevede una serie di semplificazioni in materia di informazioni e obblighi di pubblicazione in merito al rapporto di lavoro, stabilendo che le informazioni inerenti l’orario di lavoro e la sua programmazione nonchè il periodo di prova possono essere comunicate al lavoratore con l’indicazione del riferimento normativo o della contrattazione collettiva, anche aziendale, di riferimento. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare o a mettere a disposizione del personale, anche mediante pubblicazione sul sito web, i contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali, nonchè gli eventuali regolamenti aziendali applicabili al rapporto di lavoro.

Altre misure di prossima introduzione

Il decreto di prossima approvazione introduce, inoltre, una serie di misure:

- per il rafforzamento dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;

- l’istituzione di un Fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative;

- l’estensione della tutela INAIL agli studenti e del personale del Sistema nazionale di istruzione e formazione

- la sottoposizione alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori domestici;

- l’incremento del Fondo nuove competenze nel periodo di programmazione 2021-2027;

- la maggiorazione dell’assegno unico nel caso di un unico genitore lavoratore al momento di presentazione della domanda, qualora l’altro risulti deceduto;

- modifiche alla disciplina delle sanzioni amministrative in caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali, che vengono commisurate da una volta e mezza a quattro volte l’importo omesso;

- il nuovo tetto, pari a 3.000 euro, della deducibilità dei contributi versati per gli addetti ai servizi domestici:

- la proroga fino al 2025 del contratto di espansione.

 

 

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